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Il mercatino dell'informazione: Cose dette e non dette.

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Mi chiamo Giulio e sono l’autore di questo blog. Sono nato e vivo a Bologna da molti anni ma la città mi piaceva molto di più quando ero ragazzo. Ora la città è cambiata e, credetemi, non è la solita lagnanza delle persone di una certa età; è cambiata veramente.

La città ora appare come un territorio di conquista. Ogni spazio risulta occupato: dalla politica, dall’università, dagli interessi privati, dagli sfruttatori, dallo spaccio, dagli sbandati di ogni genere, da un numero incredibile di persone che non parla nemmeno una parola d’italiano.

Nemmeno come sindaco siamo riusciti, noi bolognesi, ad eleggerne uno nato e cresciuto sul territorio e questo senza nulla togliere all’operosità dell’attuale Sindaco e della sua giunta. E, bisogna dirlo anche a rischio di essere politicamente fraintesi, questo ha la sua importanza. Chi è nato e ha vissuto da sempre sul territorio vede i problemi e li sente in maniera diversa. Ma la politica ha occupato anche questo spazio e non ha mai permesso di far emergere un bolognese alla guida della città. La politica non se ne è nemmeno mai curata di questa cosa anche confidando in una certa apatia e rilassatezza tipica del bolognese autoctono.

Questa è una città con luci e ombre e le ombre molto spesso prevalgono sulle luci. Nessuno se ne cura e preoccupa perché la propaganda sostiene che questa è una città modello; una città da prendere ad esempio. Tutte balle: la contropartita a questa efficienza (non solo fasulla ma, in molti casi, reale) consiste nella rinuncia alla propria identità culturale e personale. La bolognesità, in definitiva, non esiste più: è diventato solo uno slogan di propaganda che alcuni furbacchioni tirano fuori quando a loro fa comodo.

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Nessuna velleità giornalistica mi pervade: nei miei blog sento solo il bisogno di esprimere pubblicamente il mio punto di vista sulle cose del mondo. Le categorie di cui desidero trattare sono:

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Offerta Libera. Ritengo che una riflessione pubblica possa essere utile principalmente a me stesso. Senza alcuna presunzione di conoscere la verità, comunque, desidero esprimere tutto il disagio e il disappunto che mi prende quando si vuole, utilizzando i comuni mezzi informativi, imporre soluzioni e interpretazioni di comodo e di convenienza. Ritengo che l’Informazione non debba essere esercitata con l’unico scopo di risultare gradita alle elite dominanti ma svolgere una funzione di "educazione" e "acculturamento" sociale.

Questo Blog intende occuparsi dei metodi e dei modi di fare "informazione" nell’Italia di oggi. Principalmente, ma non solo, dell’informazione pubblica radio e televisiva di Stato. Questa scelta è dovuta al fatto che, a differenza dell’informazione che avviene attraverso la stampa, il cittadino medio è vincolato inconsapevolmente, e senza un reale potere di scelta critica, al mezzo radio e televisivo. Di conseguenza, la qualità e il grado di imparzialità del messaggio informativo diventano essenziali e funzionali al servizio informativo pubblico. Con la definizione "informazione pubblica di Stato" interndo raggruppare non solo il servizio svolto dalla RAI ma anche tutte le altre forme di diffusione informativa non svolte dietro un pagamento diretto da parte dell’utente.

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TRE palle UN soldo. Chi ha avuto il modo di leggere il mio vecchio blog per il passato sa che io, politicamente, non posso che essere, intellettualmente parlando, di sinistra. Mi riconosco in una sinistra moderna e moderata che tende al bene comune senza compromessi di alcun genere con lobby varie e centri di potere non chiaramente definiti. Una sinistra che opera esclusivamente per il bene comune della gente che lavora e vive onestamente con i proventi del proprio lavoro. In definitiva, una sinistra che governa in nome e per conto delle persone e non in nome e per conto degli interessi di parte.

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Zero Virgola Zero. Il consumatore italiano viene trattato come una nullità assoluta. Sia che utilizzi Servizi pubblici o Servizi privati, sia che acquisti beni di consumo egli viene trattato come puro oggetto funzionale ad un sistema burocratico e ricattatorio; un sistema prepotente e incivile. Nemmeno chi, istituzionalmente, avrebbe il compito di rappresentare il Consumatore italiano sembra avere la reale voglia di capire quali sono le reali protezioni da attivare a difesa dei Consumatori: il più delle volte fingono di accapigliarsi con le varie lobby su questioni non essenziali e non di immediato beneficio per l’utente finale di un servizio o di un bene.

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