Con le visite di ieri, primo di Maggio 2009, Festa dei lavoratori, si è quasi completata la passerella mediatica nei luoghi colpiti dal terremoto in Abruzzo. Presidente del Consiglio, Segretari di partito, esponenti politici di ogni genere, Autorità ecclesiastiche, il Papa, ed ora anche i rappresentanti dei Lavoratori (senza alcuna esclusione). Tutti si sono recati in pellegrinaggio mediatico in terra d’Abruzzo e hanno recitato la loro parte costellata di nobili e impegnativi propositi di ricostruzione e di fratellanza.
Intendiamoci, la tragedia che si è abbattuta su l’Aquila e dintorni è stata grande e merita tutta l’attenzione possibile ma un conto è organizzare la ricostruzione (e in questo la Protezione Civile sta, come sempre, impegnandosi con competenza e serietà) un conto voler apparire mediaticamente come comprimari indispensabili della ricostruzione. Gli addetti all’informazione pubblica di stato (ma anche quelli delle reti private) poi, in carenza totale d’idee e di fantasia professionale, ci ricostruiscono enfaticamente la realtà della tragedia dilatandocela a loro uso e consumo. Ci bombardano di banalità di ogni tipo per coprire, comunque, gli spazi che hanno stabilito (a priori) debbano essere dedicati ogni giorno alla tragedia abruzzese.
Con il rischio di essere fraintesi, verrebbe da dire: Lasciateli lavorare in pace! Lasciate che la Protezione Civile, le Forze dell’ordine, i Comuni, i gruppi di Volontariato lavorino in pace senza avere tra i piedi troppi rompiscatole che vogliono solamente fare la loro comparsata quotidiana.


